lunedì 17 novembre 2008

ok, secondo post serio nel giro una giornata... ma "forma mentis" 'sti cazzi!

SUCCEDE A MESSINA NELL'UNIVERSITÀ GIÀ SOTTO INCHIESTA
Un posto da ricercatore, un solo
candidato: il figlio del professore
Il padre: «I figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una "forma mentis" che si crea in famiglia»

MESSINA - «Non lo so, non so come è andata. Non so neanche se è ancora impegnato con gli esami».
Ma come professore non si è ancora sentito con suo figlio in questa giornata importante?
«No. Non si usa fare da noi». La storia è sempre la stessa. Un posto da ricercatore, un solo candidato. Ma desta qualche sorpresa che si ripeta proprio oggi che nel Paese non si parla d'altro: la riforma Gelmini, i tagli all''università, i baroni e il nepotismo. Addirittura a Messina il Magnifico Rettore, Franco Tomasello, andrà a giudizio a marzo con l'accusa di concussione, abuso d'ufficio in concorso, tentata truffa e maltrattamenti e con lui altre 23 persone tra docenti, ricercatori e funzionari. Eppure proprio a Messina cosa accade? Accade che venerdì c'è un concorso a un posto da ricercatore alla Facoltà di Economia. E in quanti si presentano? In cinque? In due? No. Si presenta un solo candidato. E chi è questo candidato?
È Ludovico Nicòtina, figlio del professore Giuseppe Nicòtina, ordinario di Diritto Processuale Civile presso la Facoltà di Economia del medesimo ateneo fino a maggio del 2008.

DA TRE AD UNO CANDIDATO - I candidati per la verità erano tre, ma gli altri due concorrenti dopo che avevano fatto domanda hanno preferito non presentarsi all’esame. Strano. Avevano il 33 per cento «periodico» di vincere un concorso e ad un passo dall'obiettivo rinunciano. Quindi campo libero per l’unico candidato al posto di ricercatore. Via libera per il dottor Ludovico Nicòtina, che è risultato essere vincitore. E nel pomeriggio il padre professore non ne è ancora informato nonostante qualcuno giuri d'averlo visto in aula con il figlio. Forse un caso di forte somiglianza.


IL PADRE - Professore ma lei insegna a Messina?
«No, io sono in pensione e prima insegnavo a Trapani non a Messina. Voi scrivete stupidaggini».
Ma è suo figlio il ragazzo del concorso?
«Non lo so. Si vada ad informare all'Università. Che cosa vuole sapere insomma? Il concorso è nazionale. Vale per tutta Italia. Se si è presentato solo mio figlio è perché gli altri non avevano i requisiti».
Ma suo figlio ha i requisiti? È avvocato vero? Ed è anche esperto in economia?
«Embè? È una cosa veramente strana. In Italia siamo messi malissimo ma lui ha le pubblicazioni con particolare riguardo a quelle monografiche e a quelle pubblicate da riviste internazionali».
Lei non si è mai interessato a questo concorso?
«Non è neanche la mia disciplina. Ma i figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una «forma mentis» che si crea nell'ambito familiare tipico di noi professori».
Quindi lei è in pensione?
«Si, ma sono utilizzato ancora. Ma solo in due commissioni per la conferma in ruolo per gli esami di dottore commercialista. Ho chiesto al ministero di esentarmi ma ci utilizzano fino in fondo, fino a quando non moriamo».
Ma lei dunque a Messina non ha mai insegnato?
«Io ho insegnato nella facoltà di economia».
Quindi nella facoltà dove suo figlio fa il concorso. Ma rispetto a quando insegnava lei, il preside è cambiato?
«No. Non è cambiato».
Quindi alcuni professori conoscono il candidato come il figlio del prof...
«Beh, qualcuno dei più anziani può essere».
Ma quando è andato in pensione?
«Lo scorso anno».
Ma fino a quando esattamente ha insegnato?
«Fino all'anno scorso».
Ma in un anno ci sono dodici mesi professore...
«E che sarà... dunque... maggio dello scorso anno. Credo».
Maggio 2008 o 2007?
«Sì 2008. Insegnavo diritto processuale. Ma ora chiudo, non l'annoio più. Sono cose troppo tecniche».

Nino Luca

Ska, ancora vuoi esser avvocato?! ma daiii cazzo, gli aumento i PL a 'sti giudici

IL SECONDO LAVORO DELLE TOGHE
Se i giudici si danno l'aumento da soli
Il caso degli arbitrati: un emendamento del Pdl fa tornare la «giustizia parallela» dove lo Stato perde

Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande. Grazie a un emendamento che andrà in discussione proprio martedì. Il cuore dell'emendamento, firmato da tre senatori del Pdl, Massimo Baldini, Valter Zanetta e Luigi Grillo (il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato rinviato a giudizio per concorso in aggiotaggio per i suoi rapporti con Giampiero Fiorani) è racchiuso in una sola riga: «Sono abrogati i commi 19, 20, 21 e 22 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Arabo, per i non addetti ai lavori. Ma l'obiettivo è chiaro: vengono abolite le norme introdotte nell'ultima finanziaria del governo Prodi che vietavano alle pubbliche amministrazioni, senza eccezioni, di stipulare contratti contenenti la clausola del ricorso all'arbitrato in caso di disaccordo. Pena, l'intervento della Corte dei conti e pesanti sanzioni.

Riassumiamo? Gli arbitrati (aboliti dal governo Ciampi, ripristinati da Berlusconi, ri-aboliti da Dini e via così…) sono una specie di corsia preferenziale parallela alle cause civili. Se l'ente pubblico che ha commissionato un lavoro e chi quel lavoro lo ha eseguito vanno a litigare sui soldi, possono chiedere che a stabilire le ragioni e i torti non sia la lentissima giustizia civile ma una specie di giurì. Un arbitro lo nomina un litigante, uno quell'altro e i due insieme nominano il presidente. Niente di male, apparentemente. Se non fosse per due nodi. Primo: gli «arbitri» sono spesso giudici chiamati a decidere «privatamente » su cose che a volte toccano lo stesso Comune, la stessa Provincia, la stessa Regione o lo stesso Ministero su cui possono essere delegati a decidere nelle vesti di membri dei Tar o del Consiglio di Stato. Secondo nodo: stando ai dati del presidente dell'Autorità per la vigilanza dei lavori pubblici Luigi Giampaolino, lo Stato (guarda coincidenza…) perde sempre. O quasi sempre: in 279 arbitrati in due anni tra il luglio 2005 e il giugno 2007, ha vinto appena 15 volte. Sconfitto nel 94,6% dei casi, ha dovuto pagare alle imprese private 715 milioni di euro. Pari al costo del Passante di Mestre.

Va da sé che, oltre ai privati, hanno esultato gli arbitri. Che si sono messi in tasca, euro più euro meno, una cinquantina di milioni. Una cosa «indecorosa», diceva un tempo Franco Frattini invocando «l'incompatibilità totale fra lavoro istituzionale dei giudici e altri incarichi ». «Inaccettabile», concorda il Csm che da anni non consente ai giudici civili e penali di accettare arbitrati. «Indecente», insiste Antonio Di Pietro, che più di tutti ha spinto, da ministro delle Infrastrutture, per mettere fine all'andazzo. Macché: di proroga in proroga, è rimasto tutto come prima. E il divieto assoluto di ricorrere all'arbitrato non è mai entrato, di fatto, in vigore. Peggio: l'emendamento Grillo- Baldini-Zanetta non si limita a ripristinare gli arbitrati. Va oltre. E stabilisce una specie di percorso automatico: o l'ente pubblico e l'impresa privata che vanno in lite si accordano entro un mese oppure, senza più le procedure di prima, si va dritti alla composizione arbitrale. E dato che in questi casi lo Stato perde quasi sempre, va da sé che questo potrebbe spingere perfino le amministrazioni più riluttanti, per non subire oltre il danno la beffa di dover pagare avvocati e spese processuali, a rassegnarsi alla «proposta di accordo bonario». Cioè alle richieste delle imprese. Coscienti di spazzare via tre lustri di tentativi di moralizzazione avviati da Carlo Azeglio Ciampi, gli autori dell'emendamento hanno sciolto nella pozione uno zuccherino: il dimezzamento dei compensi minimi e massimi dovuti agli arbitri. Evviva! Fermi tutti: salvo la possibilità di aumentare del 25% le parcelle «in merito alla eccezionale complessità delle questioni trattate, alla specifiche competenze utilizzate e all'effettivo lavoro svolto». E chi decide l'aumento? Gli arbitri stessi.

Non bastasse, la sconcertante manovra per rilanciare gli arbitrati mai aboliti arriva nella scia di altri due episodi, diciamo così, controversi, che riguardano gli stessi magistrati amministrativi, da sempre cooptati a decine in questo e quel governo, di sinistra o di destra, come capi di gabinetto o responsabili degli uffici legislativi. Incarichi che ricoprono continuando a progredire nella carriera giudiziaria come fossero quotidianamente presenti e cumulando i due stipendi. Il primo è la decisione di spostare la definizione delle norme che dovrebbero regolare gli incarichi pubblici. Abolito il tetto massimo di 289 mila euro fissato da Prodi, tetto che arginava alcuni stipendi stratosferici, il governo si era impegnato a fissare le nuove regole entro il 31 ottobre. Macché: tutto rinviato. Nel frattempo non solo tutto resta come prima, ma alcune società pubbliche come il Poligrafico, la Fincantieri o l'Anas hanno rimosso dai loro siti l'elenco delle consulenze e il loro importo, vale a dire uno dei fiori all'occhiello rivendicato sia dal vecchio governo di sinistra sia da Renato Brunetta. Ma la seconda «eccentricità» è forse ancora più curiosa. Riguarda un concorso. Erano in palio 29 posti di «referendario» (traduzione: giudice) nei Tar.

Presidente della Commissione: Pasquale De Lise, «aggiunto» del Consiglio di Stato e autore di una celebre battuta sugli arbitrati suoi: «Il guadagno legittimo di qualche soldo». Partecipanti: 415 candidati. Ammessi agli orali, svoltisi in queste settimane: 30. E chi c'è, tra questi promossi? Una è Paola Palmarini, docente alla Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze di cui tempo fa era rettore il marito, Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto di Giulio Tremonti nonché membro del Consiglio di Presidenza, cioè dell'organo di autogoverno delegato a nominare le commissioni d'esame. Un'altra è Anna Corrado, moglie di Salvatore Mezzacapo, giudice dei Tar e lui stesso membro dell'organo di autogoverno che sceglie le commissioni. Il terzo è Enrico Mattei fratello del magistrato del Tar Fabio Mattei, ammesso agli orali (dopo essere stato inizialmente scartato), grazie a una sentenza del Tar Lombardia firmata da Pier Maria Piacentini, il quale non molto tempo prima aveva avuto dal già citato organo di autogoverno l'autorizzazione ad assumere un incarico molto ben remunerato «di studio e approfondimento dei problemi concernenti concessioni di valorizzazione dei beni demaniali». Incarico «conferito dal Direttore dell'Agenzia del Demanio ». Cioè dalle Finanze.


Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella
17 novembre 2008

venerdì 14 novembre 2008

maybe the best/worst BL ever...

A man with a pegleg, hook hand and an eyepatch went to apply to be a pirate.
Interviewer: How did you get that pegleg?
Pirate: Arrr. I got me leg shot off during the first world war.
Interviewer: How did you get that hook?
Pirate: I got me hand cut off by a big knife.
Interviewer: What about your eyepatch?
Pirate: It was a rainy afternoon and I looked up into the sky and a bird crapped in me eye.
Interviewer: And that put your eye out?
Pirate: No, it was the day after I got me hook.

sabato 8 novembre 2008

CAPITOLO I

Qualcosa non andava e Lola lo sapeva.Da qui la decisione di lasciare Parigi per tornare a casa.
Erano passati due anni da quando l'eroico Procioninator aveva soffocato nel sangue la rivolta dei Racconiani.Il ricordo del suo eroico sacrifico e quello del figlio Silano,Silvano,beh insomma e dell'altro ancora faceva piangere i cuori di tutto il mondo.
Da quel giorno tutto era ritornato ad essere normale e la vita del genere umano era tornata a scorrere veloce.
In quegli anni di quiete e speranze Monsieur Lola era diventato un vero pezzo da novanta.La sua geniale intuizione di vendere la torre Eiffel ai cinesi per ricavare i soldi necessari a muovere guerra alla Cina stessa aveva risollevato la Francia dalla crisi economica piu' profonda del millennio.
Ora il novanta per cento della nazione aveva un lavoro piu' o meno sicuro dato il gran numero di cinesi,l'esercito era sempre alla ricerca di nuove reclute e il commercio d'armi non aveva mai toccato livelli cosi' alti.
Ottenuto il nobel per l'economia globale,la sua scalata verso il successo procedeva a rtmi elevatissimi.
Infatti grandi politici come Putin,Blatter ed il neo presidente americano lo conoscevano oramai come "Le Rua homodecisif".L'amicizia era cosi profonda che Lola si permetteva spesso di dare gogliardici soprannomi a quelli che ormai considereva suoi amici di poco a lui inferiori.
Ad esempio durante l'inaugurazione delle torri gemelle parigine;chiamate cosi' non per ricordare quelle new yorkesi ma per essere state edificate simili al polpaccio del nuovo eroe locale,si ricorda con un sorriso come Lola, chiamato a tagliare il nastro l'amico Obama,gli abbia consegnato le forbici dicendo"Tel chi negrat",sollevando cosi' grasse risate.
Ma questo luminare della fianza ha saputo anche distinguersi in opere umanitarie come aiutare i senza tetto a trovare la propria strada e sfamare gli animali dello zoo ed il tutto con una sola geniale idea,unire le due cose.
Mai sazio di premi,per queste opere di divina carita' aveva vinto l'ambito "Oscar del magnanimo" rilasciato dal vaticano ogni 50 anni alla persona piu' vicina al papa per misericordia.
Inoltre la sua umilta' aveva fatto di lui non solo un uomo apprezzato dai piu' agiati ma anche una celebrita' agli occhi del popolo.
Non dava mai a pesare la sua ricchezza ed impediva a chiunque di considerarlo al di sopra degli altri.Ogni volta che qualcuno si recava presso il suo castello a Carcassonne non si rifiutava mai di salutarlo con un cenno dalla sua jacuzzi olimpionica e ad offrirgli qualche centesimo dalla torre, facendo lanciare il denaro dalle sue private miss maglietta bagnatta.
Tutto quello sfarzo non lo aveva pero' allontanato dalle sue radici e proprio per questo aveva deciso di prendere quel volo per Treviso.
Qualcosa gli puzzava e non era certo quel panzone del sedile accanto.Certo si era permesso di rilasciare innavvertitamente un peto sulla sua maglia in puro panda albino,ma ora che gli aveva spezzato il collo, tutto filava armoniosamente.
No qualcos'altro lo insospettiva.Da giorni non riuscira a ricevere ,sul suo tv color al plasma olimpionico, notizie da antenna tre
Inotre,ultimamente non era stato contattato dai suoi uomini incaricati di sorvegliare Benji il sovrano dei Raccoon,esiliato dopo la sconfitta del suo popolo nel san siranese.
Questi pensieri lo perseguitavano e anche in quel momento stava cercando di darsi una spiegazione.
Improvvisamente uno scossone lo risveglio' dal suo stoico torpore.
"Maledetta air lingus avrei potuto prendere il mio jet privato ma sono troppo affezionato a queste carrette!"esclamo.
Poi memore della disavventura dublinese non aveva avuto problemi a calmarsi.
Stani rumori continuavano a sentirsi dall'esterno e tutt'intorno a lui si era creato il panico.
Iniziava a stizzirsi di fronte a tanto rumore e decise di risolvere il tutto alla sua maniera.Cinque minuti piu' tardi tutti giacievano al suolo silenti e doloranti.
Sapevano cosa li aspettava se avessero emesso il benche minimo sibilo e Lola che roteava il suo PL fischiettando non faceva altro che rammentare loro la terribile sorte che li aspettava.
Ecco pero' che ai rumori si aggiunsero pure sinistre turbolenze.
A quel punto Lola fu colto da un terribile dubbio.Guardo' fuori dal finestrino e tutto gli apparve limpido.Sinistre figure alate stavano attaccando l'aereo proprio all'atezza di Quinto di Treviso.Corse subito verso la cabina di pilotaggio,aperta la pota fu salvato solo dalla prontezza dei suoi allenatissimi bicipiti.Il vetro era stato distutto e se non si fosse energicamente ancorato ad un sedile anche lui,come i piloti, sarebbe stato risucchiato nel vuoto.
Una cosa era certa l'aereo stava precipitando e non avrebbe potuto fare nulla per fermarlo.
Nessuno,in tale circostanza, sarebbe riuscito a frenare il panico ma lui non aveva di questi problemi poiche' il panico stesso lo temeva.
Calmo si diresse verso il suo sedile.Apri lo sportello ed estrasse il suo bagaglio a mano.
Con spartana fermezza inizio' a spoglirsi.Quindi con altrettanta incredibile decisione indosso i suoi fedeli guanti da palestra,gli scaldamuscoli e una attilata maglia nera della nike su cui aveva stampato la segente scritta:"Lola just fear him"!
Completato questo rito si preparo' a modo suo all'inevitabile schianto.
La pista dell'aeroporto era in fiamme.Il buio della notte era stato spazzato via dalle luci dell'incendio causato dallo schianto del volo 1313 dell'Airlingus.
La carcassa ancora fumante del velivolo con orribili suoni lanciava segnali di morte.
Ma qualcosa di strano si notava proprio al centro dell'aereoplano distrutto.
Un taglio netto che partiva dalla meta' a finiva all'atezza della coda.
Proprio li le fiamme rilettevano contro qualcosa.Il petto di Lola riluccicava attraverso i brandelli della sua maglietta.
"Les Rua" era ancora vivo.Immobile nella sua posa puramente isometrica aveva attutito l'utro squarciando con i dorsali la carena dell'aereo che gli era scivolata addosso come il burro su un ferro arroventato.Una goccia di sudore gli colo'sulla patriottica mascella e lo fece rinvenire dalla trance isopotente in cui si trovava.
Scrollatosi una turbina dal deltoide si guardo' attorno.Nessuno era sopravvissuto.
Ma non fu questo a scioccarlo,perche' le urla dei passegeri non permettendogli una perfetta isometria lo avevano costretto all'uso della Rdodcl(Rottura dell'osso del collo Lola).L'intero aereoporto era stato distrutto e lo stesso valeva per gli edifici vicini.Fiamme e boati provenivano dalla citta'.
L'apocalisse sembrava essersi abbattuta su Treviso.
Non ci poteva credere.Che i famelici raccoon fossero la causa di tutto questo.No i procioni non potevano volare!A meno che.....
La risposta non tardo' ad arrivare.Un lamento.Lola guardo verso sinistra.Un corpo in fiamme si contorceva dal dolore.Avvicinatosi colpi' il terreno con un pl propio a pochi centimetri dal malcapitato.La potenza fu tale da spegnere le fiamme.Tolto dalle nocche della mano destra il cemento rimasto dalla buca formatasi nel terreno fisso con odio cio' che aveva appena salvato.
Dunque i Raccoon non solo non si erano estinti, ma avevano ache portato a termine il loro piano.No come aveva potuto essere tanto cieco,eppure dinnanzi a se aveva la testimonianza di cio' che a lungo aveva temuto.
I Raccoon avevano trovato il modo di fondersi con altre creature.
La vista del Prociano che strisciava dinnanzi a lui non lasciava piu' dubbi(prociano= procione e gabbiano).
Il giorno del giudizio era solo stato rimandato dall'eroe Gino ed ora era suo dovere fermare la distruzione del genere umano.
Le fiamme riflesse nei suoi occhi rendevano la sua demoniaca espressione ancora piu' aggiacciante.Il suo corpo si contrasse a tal punto da far esplodere gli scaldamuscoli,portando alla luce il suo enorme e barzotto lola' di mezzo.
Prese l'essere immondo che strisciava verso la salvezza.
Mostrandogli il braccio urlo"Saluta il mio tricipite prima di volare all'inferno".Detto questo sventro' l'animale con una micidiale lola press.
Raccolse da terra una bandiera italiana(doveva esserci e fa scena) e la indosso come mantello.
Assunta una perfetta posa da cartonato,ringhio' verso il cielo."Io sono il potere,la rabbia,la lussuria,la distruzione,la disperazione.IO SONO LOLA!!!!!!!Di voi raccon non restera' che la coda quando avro' preso la mia vendetta"
Detto questo stacco' di netto la testa del procione massacrato la porto' dinnanzi a se,"Essere o non essere..non essere",disse e subito la lancio' contro un muro mandandola in frantumi.
Quindi comincio' a percorrere la via verso la purificazione dei raccoon.Una lunga sanguinosa e spietata redenzione.
"Se la morte e' la destinazione,io sono il tassista"By Lola

giovedì 6 novembre 2008

Lola the raccoon slayers


Ricorderete tutti il racconto:"Gino il procioninator".
Dopo l'avvincente prequel arriva finalmente il romanzo a puntate.
L'opera intitolata "Lola the raccoon slayers",iniziera' domani con il primo epico capitolo.
Gustatevelo.

martedì 4 novembre 2008

some of you are gonna experience this...

A guy walks into a bar, sits down and has a drink. Suddenly, a man hollers at him, ''I screwed your mom last night!'' Disturbed, the man tries to ignore him.

Again, he hears, ''Your mom was good in bed last night!'' Again, he tries to ignore it.

The man is just about to speak again but the guy stops him and says, ''Dad, go home, you're drunk!''

sabato 1 novembre 2008

C'e' del marcio al Cinecity!!

Pensavate tutti che la fica fosse pulita,che nulla avesse intaccati il suo dolce e armonioso sistema che da ben due anni da gioie e dolori alla maggior parte dei ficallenatore,eppure non potevate sbagliarvi di piu'.
Ebbene si!Il fatto che io sia in Canada non significa certo che io sia diventato cieco e di fronte ad una cosi' grande quantita' di prove ed indizi non potevo certo esentarmi dall'indagare su quello che sembra essere il nuovo dio del fantacalcio.
Quello che umile umile si e' presentato all'asta senza formazione e che sempre umilmente si e' proposto di aiutare il buon mason a rendere il sito un onere a lui meno gravoso.Quel personaggio a noi tutti noto come El gordito Loco,non e' altro che un viscido virus che si e' fatto pian piano largo nella fica contaminandone la purezza.E non parlo per invidia ma con fatti che mi accingo a dimostrare.
Vi ricordate ad esempio il caso Di Natale Totti?
Molti Pensavano che il buon Tonon si fosse rincoglionito,io per primo ed invece cosi' non fu'.
Per capire cosa veramente sia accaduto bisogna andare indietro nel tempo.Quando il buon Flazio ha deciso di ingaggiare un tanto famoso quanto oscuro procuratore,tal messer Lola.
Codesto personaggio gia' noto per la sua abilita' nel gestire capitali ha accettato di buon grado ma ponendo delle condizioni.Tutto si sarebbe svolto nell'asse italo francese per non destar sospetto alcuno.
Le mie ricerche hanno dato i loro frutti proprio esaminando alcune telefonate fatte da un incontro avvenuto tra Mr Lola,Puppin ed un certo signor X il giorno stesso dell'asta.
Data a cui risalgono i folli scambi tononiani.Nessuno pero' e' a conoscenza di una certa telefonata ricevuta da patron Enrico da quel certo signor X telefonata che ha dato inizio ad una serie di "Fortunati Eventi Flaziani".
Infatti tutte le rivali a partre dalla ettore team fino alla squalifica di Gilardino hanno subito torti non indifferenti.
Mentre la Flaniosmith ha continuato ad ottenere risultati positivi e scoperto nuove stelle.La verita' pero' e' scontata!il vecchio lupo di mare Lola sapeva dove e come pescare ma non aveva fatto i conti con il fato.
Si perche ora pubblichero' una foto amatoriale che vi fara' capire come i classici torino e come quella mezza calzetta di flavio abbia utilizzato uno stratagemma tanto vile quanto geniale per conquistare la fica.
Ecco Il segreto Di flavio:

Io dico che e' ora di finirla.
Mettiamo un freno a queste buffonate e facciamo tornre questo fellone con i piedi per terra.Associatevi anche voi al partito schiaccia un Flazio.
Per un mondo piu' pulit e per un domani migliore.
Sconfiggere il Flazio?!UNITI si Puo'!

PS PERDONATE ERRORI E PUTTANATA DELL"INTERVENTO MA SONO LE QUATTRO DI MATTINA E HO UN SONNO BECCO.VOLEVO COMUNQUE SCRIVER NA STRONZATA PRE MATCH.